Riforma degli studi di settore – Dagli studi di settore agli indici sintetici di affidabilità fiscale.

Il principale risultato conseguito dall’azione sindacale della Confederazione nel decreto fiscale collegato alla legge di bilancio 2017 è la riforma degli studi di settore. Riforma che prevede che gli studi di settore non siano più uno strumento di accertamento e di controllo, ma rappresentino un sistema di valutazione dell’affidabilità del contribuente. I contribuenti più affidabili saranno premiati attraverso rimborsi fiscali più veloci, l’esclusione da altri strumenti di accertamento, la riduzione dei termini entro i quali l’Agenzia delle Entrate potrà eseguire dei controlli sulle imprese.

Pertanto si passa da uno strumento di accertamento ad uno strumento di prevenzione, di dialogo, di collaborazione con il Fisco e di premialità.

Il nuovo strumento sarà costruito sulla base di una metodologia statistico-economica innovativa che fornirà come risultato un indice sintetico e che valuterà il grado di “affidabilità/compliance” del contribuente attraverso la sintesi di un sistema di indicatori significativi. Tale indice “affidabilità/compliance” verrà costruito sulla base di una metodologia statistico-economica innovativa.

Si tratta, quindi, di un cambiamento significativo, che consentirà il superamento degli studi di settore e migliorerà la qualità del rapporto e la collaborazione tra Fisco e contribuente.

I primi 70 “Indici Sintetici di Affidabilità” ISA dovrebbero essere approvati entro la fine del 2017, mentre i restanti 80 “ISA” dovrebbero vedere la luce entro il 2018.

I nuovi Indici saranno formati da un insieme di indicatori elementari di affidabilità e di anomalia e consentiranno di posizionare il livello dell’affidabilità fiscale dei contribuenti su una scala di valori che andrà da 1 a 10.

La sperimentazione degli “Indici Sintetici di Affidabilità” ha riguardato – in questa prima fase – 8 settori economici:

  • Commercio all’ingrosso di macchine utensili;
  • Commercio al dettaglio di abbigliamento, calzature, pelletterie ed accessori;
  • Amministrazione di condomini, gestione di beni immobili per conto terzi e servizi Integrati di gestione agli edifici;
  • Attività degli studi di ingegneria;
  • Fabbricazioni di calzature, parti e accessori;
  • Produzione e commercio al dettaglio di prodotti di panetteria;
  • Manutenzione e riparazione di autoveicoli, motocicli e ciclomotori;
  • Servizi di ristorazione commerciale.

A partire dal periodo di imposta 2017, saranno operativi 70 “ISA” che riguarderanno circa un milione e mezzo di contribuenti:

  • 29 per il commercio;
  • 15 per le manifatture;
  • 17 per i servizi;
  • 9 per i professionisti.

Per il periodo d’imposta 2018, anche i contribuenti che rientrano nei restanti 80 settori economici avranno a disposizione questo nuovo strumento di “compliance” e di premialità fiscale.