Legge di stabilità 2013

Nella Gazzetta Ufficiale n. 302 del 29.12.2012 (Supplemento Ordinario n. 212) è stata pubblicata la Legge 24 dicembre 2012 n. 228 “Legge di stabilità 2013”.

Il provvedimento entra in vigore il 1° gennaio 2013, prevedendo anche misure destinate ad avere effetto negli anni successivi.

Di seguito, si riporta, una sintesi delle principali disposizioni di interesse per la categoria.

Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi – TARES (art. 1, Comma 387)

Vengono introdotte disposizioni che disciplinano e regolano l’operatività del nuovo tributo TARES che, come noto, entrerà in vigore dal 1° gennaio 2013. Per definire la nuova tariffa si useranno i parametri attualmente in vigore dettati dal DPR 158/1999. Non è più prevista l’emanazione di un regolamento attuativo. La tariffa è commisurata alle quantità e qualità medie di rifiuti prodotti per unità di superficie, in base agli usi e alle tipologie di attività svolte.

La TARES va a sostituire la TARSU e la TIA, con costi decisamente più alti dal momento che finanzierà interamente il servizio di gestione dei rifiuti, ed anche i costi per l’illuminazione pubblica, la manutenzione delle strade e le attività connesse a quegli ambiti definiti a domanda individuale (cd. servizi indivisibili).

Relativamente alla determinazione della superficie imponibile, viene consentito ai comuni di fare ricorso alle superfici già denunciate per TARSU e TIA, utilizzando per il calcolo della tassa la superficie calpestabile anche per gli immobili a destinazione ordinaria (classificati nelle categorie A, B e C). La TARES si fonderà, pertanto, sulle medesime superfici dichiarate ai fini TARSU o TIA, e solo quando sarà attivata l’interazione dei data base fra Catasto e Comuni, la tassa avrà la propria base imponibile effettiva, cioè l’80% della superficie catastale dell’immobile. I Comuni potranno comunque, in sede di accertamento, basarsi fin da subito sul criterio dell’80% della superficie catastale per la determinazione delle superfici imponibili.

Si passerà alla commisurazione del tributo sulla superficie catastale solo quando verranno allineati i dati degli immobili a destinazione ordinaria e quelli riguardanti la toponomastica e la numerazione civica, interna e esterna, di ciascun comune.

Il pagamento avviene normalmente in quattro rate annuali (gennaio, aprile, luglio, ottobre). I comuni possono variare la scadenza e il numero delle rate di versamento. Per l’anno 2013, il termine di versamento della prima rata è comunque posticipato ad aprile, ferma restando la facoltà per il comune di posticipare ulteriormente tale termine.

 

IVA – Norme in materia di fatturazione (art. 1, commi da 324 a 335)

Vengono introdotte modifiche normative alla disciplina dell’IVA per recepire le disposizioni contenute nella Direttiva del 2010/45/UE, che reca modifiche alla Direttiva 2006/112/CE.

In particolare, le modifiche normative introdotte riguardano:

• il contenuto e l’emissione della fattura;

• la fattura elettronica;

• la fattura semplificata;

• l’esigibilità dell’imposta nelle operazioni transfrontaliere.

Le nuove disposizioni si applicano alle operazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2013.

Contenuto ed emissione della fattura: viene prescritta l’indicazione in fattura di apposite diciture per particolari fattispecie (ad esempio, regimi speciali, inversione contabile, eccetera) (art. 21, comma 2, D.P.R. 633/1972). Viene inoltre introdotto l’obbligo di indicare il numero di partita IVA del cessionario o del committente, ovvero il numero di registrazione ai fini dell’IVA per i soggetti stabiliti in un altro Stato membro dell’Unione europea, ovvero il codice fiscale se il cessionario o il committente non agisce nell’esercizio d’impresa, arte o professione.

Viene anche previsto che possano essere emesse fatture periodiche entro il giorno 15 del mese successivo a quello di effettuazione delle operazioni, sempre che le medesime operazioni trovino riscontro in un documento di trasporto (per le cessioni di beni) e in idonea documentazione (per le prestazioni di servizi) (art. 21, comma 4, D.P.R. 633/1972).

Per quanto concerne la conversione in euro degli importi in valuta estera risultanti in fattura, si accorda la possibilità di effettuare la conversione sulla base del tasso di cambio pubblicato dalla BCE, senza che sia necessaria alcuna comunicazione all’Amministrazione finanziaria (art. 13, comma 4, D.P.R. 633/1972).

Viene introdotto l’obbligo di emissione della fattura per le operazioni non rilevanti territorialmente in Italia ed effettuate nei confronti di soggetti passivi debitori dell’imposta in un altro Stato membro dell’Unione europea. Analogo obbligo viene introdotto per le operazioni non soggette ad IVA che si considerano effettuate fuori del territorio dell’Unione europea [comma 6-bis lettere a) e b) dell’art. 21 del D.P.R. 633/1972]. Tali tipologie di operazioni, considerata la loro rilevanza, concorrono a formare il volume d’affari del soggetto passivo (art. 20 D.P.R. 633/1972). Tuttavia, delle medesime operazioni non si tiene conto ai fini dell’acquisizione dello “status” di esportatore abituale.

L’obbligo di emissione della fattura è escluso per alcune operazioni finanziarie esenti [art. 10, comma 1, nn. da 1) a 4) e 9), del D.P.R. 633/1972] effettuate da un soggetto passivo stabilito in Italia nei confronti di un soggetto passivo stabilito in un altro Stato membro dell’Unione europea.

Per le cessioni intracomunitarie e per le prestazioni di servizi intracomunitarie l’emissione della fattura avviene entro il giorno 15 del mese successivo l’effettuazione dell’operazione. Analogamente avviene per l’emissione della fattura relativa alle prestazioni di servizi rese a o ricevute da soggetti passivi stabiliti fuori dell’Unione europea. Sono stati inoltre rideterminati i termini per la registrazione delle fatture e per il versamento dell’imposta in maniera da ridurre al minimo l’impatto sull’operatività dei soggetti (artt. 46, 47 e 49 del D.L. 331/1993).

Fattura elettronica – Il ricorso alla fattura elettronica è subordinato all’accettazione del destinatario. Al soggetto passivo è lasciata la possibilità di stabilire le modalità con le quali assicurare l’autenticità dell’origine, l’integrità del contenuto e la leggibilità della fattura (comma 3 dell’art. 21 del D.P.R. 633/1972). Oltre all’apposizione della firma elettronica qualificata o digitale dell’emittente o mediante sistemi EDI di trasmissione elettronica dei dati, l’autenticità dell’origine e l’integrità del contenuto possono essere garantite mediante sistemi di controllo di gestione che assicurino un collegamento affidabile tra la fattura e la cessione di beni o la prestazione di servizi ad essa riferibile.

Le fatture elettroniche debbono essere conservate in modalità elettronica, in conformità alle disposizioni emanate dal Ministro dell’Economia e delle Finanze (art. 39 del D.P.R. 633/1972).

Le fatture create in formato elettronico e quelle cartacee possono essere conservate elettronicamente; per fatture create in formato elettronico si intendono quelle che, ancorché create elettronicamente, non possono definirsi fatture elettroniche per la mancanza della loro accettazione da parte del destinatario.

Fattura semplificata – La fattura semplificata (art. 21-bis D.P.R. 633/1972) può essere emessa solo in caso di operazioni di ammontare non superiore a 100 euro ovvero in caso di fatture rettificative (note di variazione). Nella fattura semplificata viene indicato, in luogo dei dati identificativi del cessionario o del committente stabilito in Italia, soltanto il codice fiscale o il numero di partita IVA del medesimo. In caso di cessionario o committente stabilito in un altro Stato membro dell’Unione europea, è possibile indicare soltanto il numero di identificazione IVA attribuito da tale Stato membro.

Non è inoltre necessario indicare la base imponibile dell’operazione e la relativa imposta, essendo sufficiente l’indicazione del corrispettivo complessivo e dell’imposta, ovvero dei dati necessari per calcolarla; ad esempio, può essere semplicemente indicato il corrispettivo (IVA compresa) e l’aliquota dell’IVA in esso inclusa.

Con Decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze il limite di 100 euro potrà essere elevato fino a 400 euro, nonché potrà essere consentita l’emissione di fatture semplificate anche senza limiti di importo per le operazioni effettuate nell’ambito di specifici settori di attività o da specifiche tipologie di soggetti per i quali le pratiche commerciali od amministrative ovvero le condizioni tecniche di emissione delle fatture rendono particolarmente difficoltoso il rispetto degli adempimenti previsti per l’emissione delle fatture.

Esigibilità dell’imposta nelle operazioni transfrontaliere – Il momento di effettuazione dell’operazione, sia della cessione che dell’acquisto intracomunitario di beni, coincide con il momento della consegna o della spedizione dei beni a partire dallo Stato membro di provenienza (art. 39, comma 1, del D.L. 331/1993). Viene soppresso l’obbligo di emissione della fattura per gli acconti incassati in relazione ad una cessione intracomunitaria (art. 39, comma 2, del D.L. 331/1993).

 

 

Disposizioni in materia di IMU [art. 1, comma 380, lettere a), f), g), h)]

Per gli anni 2013 e 2014, al fine di assicurare ai Comuni la spettanza dell’intero gettito dell’IMU, viene soppressa la quota riservata allo Stato pari alla metà dell’importo calcolato applicando alla base imponibile di tutti gli immobili – ad esclusione dell’abitazione principale e delle relative pertinenze, nonché dei fabbricati rurali ad uso strumentale – l’aliquota di base del 7,6 per mille. Viene invece riservato allo Stato il gettito dell’IMU derivante dagli immobili ad uso produttivo classificati nel gruppo catastale D (tra cui anche gli alberghi), calcolato applicando alla base imponibile l’aliquota di base del 7,6 per mille. Per tali immobili, inoltre, i Comuni potranno aumentare fino a 0,3 punti percentuali tale aliquota di base (quindi, con la facoltà di incrementarla fino al 10,6 per mille).

 

Aliquote IVA (art. 1, comma 480)

A decorrere dal 1° luglio 2013 viene aumentata la sola aliquota ordinaria IVA dal 21% al 22%, mantenendo invariata, invece, l’aliquota ridotta del 10%. Ricordiamo che il Disegno di legge di stabilità 2013, nella sua versione originaria, prevedeva che, a decorrere dal 1° luglio 2013, le aliquote IVA del 10% e del 21% aumentassero di un punto percentuale.

 

Detrazioni per figli a carico (art. 1, comma 483)

Dal 1° gennaio 2013 viene aumentata da 800 a 950 euro la detrazione per ciascun figlio a carico. Inoltre, viene incrementata da 900 euro a 1.220 euro anche la detrazione per ciascun figlio di età inferiore a tre anni. Tali detrazioni sono aumentate di un importo pari a 400 euro per ogni figlio portatore di handicap.

 

Modifiche alla disciplina dell’IRAP

IRAP: “Cuneo fiscale” [art. 1, comma 484, lett. a)]

A decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013, viene aumentata la deduzione dalla base imponibile IRAP del cosiddetto “cuneo fiscale”, cioè quella parte collegata al costo del personale dipendente assunto a tempo indeterminato. In particolare, tale deduzione, che si applica a tutti i soggetti passivi IRAP, viene incrementata, su base annua:

• da 4.600 euro a 7.500 euro;

• da 10.600 euro a 13.500 euro, per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni.

Per i lavoratori impiegati nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, la deduzione viene incrementata, su base annua:

• da 9.200 euro a 15.000 euro;

• da 15.200 euro a 21.000 euro, per i lavoratori di sesso femminile nonché per quelli di età inferiore ai 35 anni.

IRAP: Incremento deduzioni [art. 1, comma 484, lett. b)] – A decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2013, viene aumentata la deduzione dalla base imponibile IRAP per tutti i soggetti passivi IRAP, diversi dalle Pubbliche Amministrazioni. Lo “sconto fiscale” ritorna, in pratica, ai livelli previsti prima del 1° gennaio 2008.

La nuova deduzione sarà pari a:

a) euro 8.000 (in luogo di euro 7.350), se la base imponibile non supera euro 180.759,91;

b) euro 6.000 (in luogo di euro 5.500), se la base imponibile supera euro 180.759,91 ma non euro 180.839,91;

c) euro 4.000 (in luogo di euro 3.700), se la base imponibile supera euro 180.839,91 ma non euro 180.919,91;

d) euro 2.000 (in luogo di euro 1.850), se la base imponibile supera euro 180.919,91 ma non euro 180.999,91.

Viene, inoltre, disposto l’aumento dell’ulteriore deduzione prevista per le ditte individuali, le s.n.c., le s.a.s. ed i professionisti. Tale deduzione passa:

• da 2.150 euro a 2.500 euro;

• da 1.625 euro a 1.875 euro;

• da 1.050 euro a 1.250 euro;

• da 525 euro a 625 euro.

 

Imposta sulle transazioni finanziarie (Tobin tax) (art. 1, commi da 491 a 494)

Viene introdotta un’imposta sulle transazioni finanziarie applicabile a:

• azioni e altri strumenti finanziari partecipativi di cui all’art 2346 del codice civile, emessi da società residenti in Italia;

• titoli rappresentativi dei predetti strumenti, indipendentemente dalla residenza del soggetto emittente.

L’imposta si applica con aliquota dello 0,2% sul valore della transazione, intendendo per tale il valore del saldo netto delle transazioni regolate giornalmente relative al medesimo strumento finanziario e concluse nella stessa giornata operativa da un medesimo soggetto, ovvero il corrispettivo versato.

Per le azioni negoziate in mercati regolamentati e sistemi multilaterali di negoziazione, l’aliquota dello 0,2% è ridotta alla metà.

Viene introdotta invece un’imposta in misura fissa applicabile alle operazioni su strumenti finanziari derivati, inclusi “warrents”, “covered warrents” e “certificates”.

 

 

Limite alla deducibilità delle spese relative alle autovetture per imprese e lavoratori autonomi (art. 1, comma 501)

A decorrere dal periodo d’imposta 2013 viene ridotta dal 27,5% al 20%, la percentuale di deducibilità dal reddito d’impresa e di lavoro autonomo delle spese e degli altri componenti negativi relativi alle autovetture, agli autocaravan, ai ciclomotori ed ai motocicli che non sono utilizzati, esclusivamente, come beni strumentali all’attività d’impresa.

 

 

Effetti del riallineamento dei valori civili e fiscali dei beni immateriali (art. 1, comma 502, 503, 504 e 505)

L’art. 23 del D.L. n. 98 del 2011 ha previsto la possibilità di riallineare i maggiori valori derivanti dall’avviamento e dalle altre attività immateriali imputate alle partecipazioni, pagando un’imposta sostitutiva del 16%. Gli effetti del riallineamento sarebbero dovuti decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2012. La decorrenza viene prorogata al periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2017.

L’art. 15 del D.L. n. 185 del 2008 ha disposto il riallineamento – mediante il pagamento di una imposta sostitutiva – dei minori valori fiscali ai maggiori valori contabili dell’avviamento e delle altre attività immateriali iscritte in bilancio a seguito di conferimenti, fusioni e scissioni. Con l’art. 23 del D.L. n. 98 del 201, è stato disposto il riallineamento – mediante il pagamento dell’imposta sostitutiva entro il 30 novembre 2011 – anche per le operazioni effettuate nei periodi d’imposta antecedenti al 2010. Con il D.L. n. 201 del 2011, sono stati, poi, riaperti i termini per l’affrancamento di tali valori immateriali, estendendo l’applicazione della normativa anche alle operazioni effettuate nel periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2011. Gli effetti del riallineamento sarebbero dovuti decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014. La decorrenza viene prorogata al periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.

Inoltre, sono state modificate le modalità di versamento dell’imposta sostitutiva: il versamento è, infatti, dovuto, anziché in 3 rate di pari importo, in un’unica rata da versare entro il termine di scadenza dei versamenti del saldo dell’imposta sui redditi del periodo d’imposta 2012.

Al riguardo, sono previste norme di coordinamento dovute alla nuova modalità di pagamento dell’imposta sostitutiva in un’unica rata.

 

 

Disposizioni in materia di riscossione dei tributi (art. 1, commi da 537 a 544)

A partire dal 2013 gli enti e le società incaricati della riscossione dei tributi saranno tenuti a sospendere, immediatamente, ogni ulteriore iniziativa finalizzata alla riscossione delle somme iscritte a ruolo a seguito della presentazione di una apposita dichiarazione da parte del debitore, limitatamente alle partite relative agli atti espressamente indicati dal debitore in tale dichiarazione. A tal fine, entro 90 giorni dalla notifica da parte del concessionario della riscossione del primo atto di riscossione utile o di un atto della procedura cautelare od esecutiva eventualmente intrapresa dal concessionario, il contribuente potrà presentare al concessionario per la riscossione una dichiarazione – anche con modalità telematiche – con la quale venga documentato che gli atti emessi dall’ente creditore prima della formazione del ruolo, ovvero la successiva cartella di pagamento o l’avviso per i quali si procede, sono stati interessati:

• da prescrizione o decadenza del diritto di credito sotteso, intervenuta in data antecedente a quella in cui il ruolo è reso esecutivo;

• da un provvedimento di sgravio emesso dall’ente creditore;

• da una sospensione amministrativa comunque concessa dall’ente creditore;

• da una sospensione giudiziale, oppure da una sentenza che abbia annullato, in tutto od in parte, la pretesa dell’ente creditore, emessa in un giudizio al quale il concessionario per la riscossione non ha preso parte;

• da un pagamento effettuato, riconducibile al ruolo in oggetto, in data antecedente alla formazione del ruolo stesso, in favore dell’ente creditore;

• da qualsiasi altra causa di non esigibilità del credito sotteso.

Entro i successivi 10 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione da parte del debitore, il concessionario della riscossione dovrà trasmettere all’ente creditore la dichiarazione presentata dal debitore e la documentazione allegata al fine di avere conferma dell’esistenza delle ragioni del debitore ed ottenere, in caso affermativo, la sollecita trasmissione della sospensione o dello sgravio direttamente sui propri sistemi informativi.

Decorsi ulteriori 60 giorni, l’ente creditore dovrà confermare al debitore la correttezza della documentazione prodotta e provvedere a trasmettere, in via telematica, al concessionario della riscossione il conseguente provvedimento di sospensione o sgravio, ovvero ad avvertire il medesimo debitore dell’inidoneità di tale documentazione a mantenere sospesa la riscossione, dandone immediata notizia al concessionario della riscossione per la ripresa dell’attività di recupero del credito iscritto a ruolo.

In caso di mancato invio, da parte dell’ente creditore, della comunicazione di conferma al debitore e di mancata trasmissione dei conseguenti flussi informativi al concessionario della riscossione, trascorso il termine di 220 giorni dalla data di presentazione della dichiarazione da parte del debitore allo stesso concessionario della riscossione, le partite iscritte a ruolo sono annullate di diritto ed il concessionario viene automaticamente scaricato dei relativi ruoli. Contestualmente, vengono eliminati dalle scritture patrimoniali dell’ente creditore i corrispondenti importi.

Qualora il contribuente produca documentazione falsa – ferma restando la responsabilità penale – si applica la sanzione amministrativa dal 100% al 200% dell’ammontare delle somme dovute, con un importo minimo di 258 euro.

Infine, in tutti i casi di riscossione coattiva di debiti di importo fino a 1.000 euro, intrapresa successivamente al 1° gennaio 2013, salvo il caso in cui l’ente creditore abbia notificato al debitore la comunicazione di inidoneità della documentazione, non si procede alle azioni cautelari ed esecutive prima del decorso di 120 giorni dall’invio di una comunicazione contenente il dettaglio delle iscrizioni a ruolo.

 

 

Demanio

Concessioni e locazioni di immobili del demanio (art. 1, comma 308)

In caso di concessioni o locazioni relative a beni immobili di proprietà dello Stato e finalizzate alla riqualificazione e riconversione dei medesimi beni tramite interventi di recupero, restauro e ristrutturazione, ivi inclusa la possibilità di nuove destinazioni d’uso per lo svolgimento di attività economiche o attività di servizio per i cittadini, alla scadenza delle medesime, l’Agenzia del demanio, verificato il raggiungimento delle predette finalità, può riconoscere ai concessionari/locatari un diritto di prelazione per l’acquisto a prezzo di mercato dei beni medesimi, salvo che non sussistano diverse esigenze di utilizzo per fini istituzionali (art. 3-bis, comma 4-bis, D.L. 351/2001).

Proroga concessioni demaniali (art. 1, comma 547)

Viene integrato l’elenco dei beni demaniali per i quali è prevista la revisione del quadro normativo in materia di rilascio delle concessioni, nelle more della quale è stato prorogato il termine di durata delle concessioni in essere al 30 dicembre 2009. La previsione viene quindi estesa anche ai beni demaniali lacuali e fluviali. Viene altresì estesa la finalità dei beni demaniali presi in considerazione, inserendo, accanto a quella turistico ricreativa, anche quella sportiva nonché i beni demaniali destinati a porti turistici, approdi e punti di ormeggio dedicati alla nautica da diporto.

Il complesso delle concessioni dei summenzionati beni demaniali, che erano in essere al 30 dicembre 2009 con scadenza fissata entro il 31 dicembre 2015, vede prorogata la scadenza al 31 dicembre 2020. L’art. 34 duodecies del DL 18 ottobre 2012 n. 179 “ulteriori misure urgenti per la crescita del Paese”, convertito con Legge 17 dicembre 2012 n. 221, ha infatti prorogato la scadenza delle concessioni demaniali marittime al 31 dicembre 2020, a cui ora si aggiungono quelle lacuali e fluviali.

 

 

Apparecchi e congegni per il gioco lecito (art. 1, comma 475)

Viene modificato l’articolo 110 del TULPS (R.D. 18 giugno 1931, n. 773). Tra gli apparecchi e i congegni per il gioco lecito, di cui al comma 7 dell’art. 110, vengono inseriti anche:

• quelli meccanici ed elettromeccanici attivabili con moneta, gettone, o con altri strumenti elettronici di pagamento e che possono distribuire tagliandi direttamente e immediatamente dopo la fine della partita;

• quelli meccanici ed elettromeccanici per i quali l’accesso al gioco è regolato senza introduzione di denaro ma con utilizzo a tempo o a scopo.

La disposizione prevede altresì che, entro tre mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, sia emanato, con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, un regolamento con cui sono definite le regole tecniche per la produzione degli apparecchi di cui al comma 7 dell’art. 110 Tulps e la loro regolamentazione amministrativa, compresi anche i parametri numerici di apparecchi installabili nei punti di offerta tali da garantire un’effettiva diversificazione dell’offerta di gioco.

Sono ammessi come premi soltanto oggetti di modico valore o tagliandi, le cui regole tecniche dovranno essere definite nell’ambito del decreto menzionato: in ogni caso essi saranno utilizzabili soltanto per l’acquisizione di premi non convertibili in denaro, o di nuove partecipazioni ai giochi all’interno del punto vendita.

È disposto che tali apparecchi non possano essere impiegati nell’ambito di manifestazioni a premi.

Gli apparecchi utilizzati nel corso del 2012 come veicoli di manifestazioni a premi, possono essere regolarizzati, con modalità da definire nel decreto, dietro pagamento di una somma una tantum di 500 euro, o di 400 euro nel caso di comprovato utilizzo stagionale.

La disposizione stabilisce una sanzione variabile tra 1.500 e 15.000 euro per chiunque, in mancanza di autorizzazione, distribuisca o installi apparecchi o congegni di intrattenimento disciplinati dai commi 6 e 7 dell’articolo 110 Tulps, o comunque ne consenta l’uso in luoghi pubblici o aperti al pubblico o in circoli e associazioni.

La sanzione è invece variabile tra 5.000 e 50.000 euro per chi distribuisca, installi o comunque consenta l’uso, nei medesimi luoghi, di videoterminali non rispondenti alle caratteristiche di cui al comma 6, lettera b) dell’art. 110, e relative disposizioni attuative.

 

 

Professioni turistiche (art. 1, comma 393)

Viene prorogato dal 31 dicembre 2012 al 30 giugno 2013 – esclusivamente per le “professioni turistiche” – il termine entro cui il Governo, nell’ambito del processo di liberalizzazione delle attività economiche e riduzione degli oneri amministrativi sulle imprese, è autorizzato ad adottare regolamenti per individuare le attività per le quali permane l’atto preventivo di assenso dell’amministrazione, e disciplinare conseguentemente i requisiti per l’esercizio delle attività economiche, nonché i termini e le modalità per l’esercizio dei poteri di controllo dell’amministrazione.

Le “professioni turistiche”, nella definizione adottata dal Codice del Turismo sono “quelle attività, aventi ad oggetto la prestazione di servizi di promozione dell’attività turistica, nonché servizi di ospitalità, assistenza, accompagnamento e guida, diretti a consentire ai turisti la migliore fruizione del viaggio e della vacanza, anche sotto il profilo della conoscenza dei luoghi visitati”.
Scarica un estratto della Legge di Stabilità del 2013

 

 

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