DECRETO COVID STATO DI EMERGENZA PROROGATO AL 31 GENNAIO 2021

Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto Covid che proroga le disposizioni contenute nel Dpcm del 7 settembre aggiungendo però l’obbligo di portare sempre con sé la mascherina. Nessun limite agli orari di apertura dei locali.

Dopo il voto positivo della camera sulla risoluzione di maggioranza, il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto Covid che proroga lo stato di emergenza fino al 31 gennaio 2021 e le disposizioni contenute nel Dpcm del 7 settembre fino al 15 ottobre, aggiungendo però l’obbligo di portare sempre con sé la mascherina e indossarla nei luoghi chiusi e all’aperto se in prossimità di altre persone non conviventi. Sono esclusi i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva; i bambini di età inferiore ai sei anni; i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità.

Aggiornata anche la lista dei Paesi a rischio. Obbligo di tampone anche per chi viene da Regno Unito, Belgio, Olanda e Repubblica Ceca come accade da tempo per chi viene da Paesi extra-Schengen oltre a Croazia, Malta, Spagna e parti della Francia, compresa Parigi. È vietato entrare in Italia per chi vive in Armenia, Bahrein, Bangladesh, Bosnia Erzegovina, Brasile, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana, Kosovo, Montenegro, Serbia e Colombia.

Resta il divieto di assembramento, che diventa più stringente perché ci saranno maggiori controlli nelle zone della movida, con l’intervento dei militari dell’esercito impegnati nell’operazione “Strade sicure”. Nessun limite agli orari di apertura dei locali, anche se le Regioni possono emanare ordinanza più restrittive.

Restano infine le regole sugli eventi, sportivi e non: massimo 200 persone al chiuso e mille all’aperto. Resta vietato il ballo.

 

Le principali novità del decreto legge

  • MASCHERINA – Va portata sempre con sé e va indossata quando si sta in mezzo ad altre persone. I dispositivi di protezione individuale devono essere indossati non solo nei luoghi chiusi accessibili al pubblico, come già in passato, ma più in generale nei luoghi al chiuso diversi dalle abitazioni private e anche in tutti i luoghi all’aperto. Si fa eccezione, “sia in luogo chiuso che all’aperto, nei casi in cui, per le caratteristiche del luogo o per le circostanze di fatto, sia garantita in modo continuativo la condizione di isolamento rispetto a persone non conviventi”: se si sta da soli o con il coniuge in montagna o in campagna l’obbligo decade, se si sta in una strada di città dove passano poche persone invece è valido.
  • ECCEZIONI ALLA MASCHERINA – Non va indossata a casa propria. Sono fatte salve le linee guida per il consumo di cibi e bevande. Da tali obblighi restano esclusi i bambini di età inferiore ai sei anni, i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina e coloro che per interagire con questi ultimi versino nella stessa incompatibilità. Inoltre, l’uso della mascherina non è obbligatorio durante lo svolgimento dell’attività sportiva.
  • LUOGHI DI LAVORO – Per le regole su distanze e mascherine negli uffici, nelle fabbriche, nei negozi continuano a valere i protocolli e linee-guida anti contagio già previsti. Ciò significa che nei luoghi di lavoro continuano ad applicarsi le vigenti regole di sicurezza. Fino a scadenza dello stato d’emergenza, il 31 gennaio, si raccomanda a tutte le aziende pubbliche e private di far lavorare i dipendenti in smart working.
  • DISTANZE – Non sparisce il divieto di assembramento. Tra le persone si deve mantenere la distanza di un metro, due metri se si fa sport.
  • FEBBRE E QUARANTENA – Rispetto delle norme igieniche a partire dal lavare spesso le mani, obbligo di stare a casa con più di 37,5 di febbre. Non cambiano le regole sulla quarantena.
  • SVAGO – Restano chiuse le discoteche. Per cinema, teatri e concerti resta il limite di 200 persone per gli spettacoli al chiuso e 1000 persone per quelli all’aperto, con l’obbligo di garantire un metro di distanza tra gli spettatori e la misurazione della febbre all’ingresso.
  • LE MULTE – Multe salate per chi viola le norme anti contagio, incluso l’obbligo di indossare le mascherine: restano da 400 euro a 1000 euro. Chi ha contratto il Covid ma non rispetta la quarantena rischia l’arresto da 3 a 18 mesi e un’ammenda da 500 a 5.000 euro.
  • PALETTI ALLE REGIONI – Le Regioni, in base al nuovo decreto legge Covid, possono adottare solo misure anti contagio più restrittive di quelle disposte dai dpcm del governo. Possono adottarne di “ampliative”, più permissive, solo d’intesa con il ministro della Salute.
  • TAMPONI OBBLIGATORI – Chi arriva in Italia da Gran Bretagna, Olanda, Belgio e Repubblica Ceca dovrà sottoporsi al tampone obbligatorio. Ad oggi l’obbligo del test molecolare o antigenico è previsto per chi arriva da Croazia, Grecia, Malta, Spagna, oltre che da Parigi e altre sette regioni della Francia. Salgono dunque a nove i Paesi europei verso i quali si irrigidiscono i controlli.