CORONAVIRUS GOVERNO VARA NUOVO DPCM

Dopo un fine settimana caratterizzato da incontri a tutti i livelli tra forze politiche, regioni, enti locali, il premier Conte ha firmato il provvedimento sull’emergenza Covid. Le misure entrano in vigore da oggi e saranno valide fino al 13 novembre. Fipe: “Per i pubblici esercizi calo del fatturato da 470 milioni di euro al mese”. 

E’ stato un “parto” molto lungo e complicato e dopo un fine settimana caratterizzato da incontri a tutti i livelli tra forze politiche, regioni, enti locali, il governo ha varato il nuovo Dpcm per contrastare l’emergenza Covid firmato dal premier Conte nella tarda serata di ieri. Le misure entrano in vigore da oggi, 19 ottobre, e saranno valide fino al 13 novembre. Fanno eccezione le norme che rafforzano la didattica a distanza e gli orari scaglionati alle superiori, consentendo i doppi turni e stabilendo l’ingresso a scuola per i liceali non prima delle 9: questa disposizione varrà da mercoledì 21 ottobre.

Illustrando il provvedimento, il premier Conte ha spiegato che “la strategia non è e non può essere la stessa della primavera”. Il governo c’è – ha detto il premier – ma ciascuno deve fare la sua parte“. Ed è solo l’inizio di un piano più ampio. Il presidente è consapevole “che ci sono ancora diverse criticità: facciamo 160 mila tamponi al giorno ma certo non possiamo tollerare le file di ore“.

Il nuovo pacchetto di misure coinvolge soprattutto bar e ristoranti che chiuderanno a mezzanotte, ma su di loro potrebbero gravare provvedimenti che puntano a limitare in modo mirato i luoghi che espongono a maggiore rischio di assembramento disponendo la chiusura al pubblico dopo le 21. Un provvedimento questo che, è stato precisato dal governo, sarà deciso dai sindaci in collaborazione con i Prefetti negli appositi Comitati provinciali di ordine pubblico. In qualunque caso, dalle 18 sarà possibile soltanto il consumo al tavolo, a cui dovranno in ogni caso sedersi massimo sei persone. E all’esterno dei locali dovrà essere riportato il numero massimo di clienti consentiti all’interno. E’ proprio su questi ultimi punti che è rimasta in piedi l’intesa tra governo e Regioni, che chiedevano di non penalizzare ulteriormente quei settori già colpiti dal lockdown.

La Fipe ha ovviamente commentato i contenuti del Dpcm sottolineando il fatto che “ci sarà un effetto devastante sul catering, sui bar e soprattutto sui locali notturni e sulle imprese dell’intrattenimento con una perdita di fatturato nell’ordine dei 470 milioni di euro al mese“. Secondo la federazione, “è necessario destinare immediatamente contributi a fondo perduto per coprire i mancati incassi e che sindaci e presidenti di Regione incrementino i controlli nelle zone della movida per punire i comportamenti irresponsabili e scorretti“. “L’obiettivo – ha osservato Fipe – deve essere quello di ridurre al minimo indispensabile la durata delle nuove misure restrittive“.

Tra le novità del nuovo provvedimento rispetto a quello emanato il 13 ottobre scorso , “sono vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale ed i congressi, previa adozione di protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico, e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro“. “Sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza“. “Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situati lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro“. Nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni di interesse pubblico; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza. Le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite dalle ore 8 alle ore 21. L’apertura è consentita a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi.

Per quello che riguarda lo sport, ed in particolare quelli di contatto, dopo un lungo e anche acceso confronto, si è scelto di dare una stretta alle attività dello sport giovanile “salvando” quello professionistico. Quindi si a partite e gare sportive a livello regionale e nazionale per professionisti e dilettanti. No agli allenamenti di squadra, a partite e “partitelle”.  Sono vietati del tutto, quelli svolti a livello amatoriale e arriva il divieto anche per le gare dilettantistiche a livello provinciale. Ma è possibile, per chi pratichi uno sport come il basket, il calcio o la pallavolo, nell’ambito di una società sportiva, continuare ad allenarsi a livello individuale e fare allenamenti con i compagni di squadra evitando però il contatto e dunque di fare “partitelle” o sessioni di gioco con gli altri.